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Anno nuovo, vita nuova, Paolo Poggi nuova! PDF Stampa E-mail
Scritto da Davidao   
Venerdì 31 Ottobre 2008 13:38

E’ iniziato l’anno pallavolistico e la nuova compagine bolognese  guidata da Alessio Simone (detto Puc - come se non bastassero due nomi - … ma più che altro neanche all’ufficio anagrafe del comune di nascita non hanno ancora capito quale è il nome e quale il cognome …) si appresta ad affrontare il campionato di serie B2 del girone E. Facce e volti nuovi, dunque … nuovi per modo di dire; infatti trattasi di personaggi già conosciuti nel colorato mondo della pallavolo bolognese.

Come detto l’anno è cominciato ma già un enorme punto interrogativo pende come una spada di Damocle sulle teste dei giocatori: tutto è iniziato un giovedì pre-campionato: siamo alla fine dell’allenamento e  coah Ale, Simo, Puc …chissà … della Poggi dichiara con fermezza ed autorità: “Ultima azione!”. La palla viene spedita con estrema facilità nel campo in cui il nostro libero Roby ha apparecchiato con disinvoltura l’appoggio perfetto “sulla testa” del palleggiatore (nel nostro caso Paolino) che con maestria arma le sicure e granitiche mani del nostro opposto Gabe. Quest’ultimo parte come una transiberiana, 7 metri di rincorsa e carica come un muflone il colpo … tutti ci aspettiamo la classica “bordata” assolutamente incontrollata, dunque di estrema pericolosità … (nel caso specifico sono state costruite trincee con sacchi di sabbia e filo spinato ed i giocatori sono stati muniti di elmetti rivenienti dalla I guerra mondiale)… invece ecco l’evento imprevedibile: nella sorpresa e sgomento generale Gabe si inventa un’improbabile “palletta”: il pallone compie una assurda parabola che neanche il matematico Gauss, il cui concetto matematico di curva, molto avanzato, risulta avere notevoli implicazioni sul mondo reale, è stato in grado di spiegare. L’altezza della parabola è stata stimata in 9,37 metri ed il tempo impiegato dal pallone per percorrere la traiettoria ascendente e discendente è stato calcolato in 6 minuti, 24 secondi e 32 decimi. Ciò nonostante, un po’ per stupore, un po’ per incredulità un po’ per sbigottimento il pallone è caduto a terra. Da qui il grande interrogativo: “di chi era il pallonetto?”.  In un primo tempo la responsabilità era stata attribuita al nostro centralone Euge, che fumandosi un toscanello e fischiettando canzonacce stava in quel momento passando da “posto 5”; questa allusione, scientificamente dimostrata con un algoritmo da Canna, ha provocato una discussione alla quale hanno preso parte nell’ordine: 7 giocatori, 2 allenatori, il massaggiatore, il custode, 3 passanti e 2 rom accampati all’esterno del Pala Yuri; l’epilogo, tutt’altro che scontato fu: i giocatori sono andati a casa alle 3.15 del mattino, il custode si è suicidato impiccandosi al canestro, il massaggiatore ha effettuato un trattamento shatzu ai 2 passanti; il tutto mentre i rom cucinavano kebab su un barbecue appositamente acceso al centro della palestra; la soluzione? Non fu trovata! Ancora  oggi questa domanda fa parte, insieme ai segreti di Fatima, alle apparizioni di extra terrestri ed a tutti gli altri quesiti irrisolti, dei più grandi dilemmi della storia contemporanea. Non essendo noi in grado di rispondere al caso in questione, con l’occasione sono stati chiamati esimi architetti, geometri, responsabili delle “belle arti”, archeologi e esploratori esperti nel settore (tutti magistralmente coordinati da Canna) che, con perizia di particolari, hanno sezionato il campo, eseguito planimetrie, effettuato calcoli e stilato rapporti: niente da fare … la parte del campo in cui il pallone è caduto non è stata assegnata a nessun giocatore (scagionando, per il momento, Euge il quale aveva già fatto ricorso in appello…). Anche le pubbliche autorità sono intervenute sul caso: in comune infatti, nella sala del consiglio, è stata indetta una riunione straordinaria con presenza anche di cariche ecclesiastiche, porporati, politici e massoni: ordine del giorno: cercare di districare la matassa di pallonetto … Anche qui, però, nessuno è stato in grado di rispondere alla domanda. Finalmente, grazie ad agganci politici, mazzette e tangenti il problema è stato portato sulla tavola del Presidente del Consiglio ottenendo che, con il prossimo consiglio dei ministri, la questione possa essere messa al vaglio del Parlamento; purtroppo, però, tutti conosciamo le tempistiche del governo italiano, perciò con ogni probabilità non ci sarà dato di sapere di chi fosse veramente il pallonetto, almeno per 7 anni …