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Grazie mille Puc PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Dicembre 2008 15:34
Dati gli acciacchi che contraddistinguono i giocatori della Paolo Poggi (artriti, vene varicose, arteriosclerosi, prostatiti, etc …) all’allenamento spesso non partecipano tutti i 12 componenti; questo fa si che più di una volta si è reso necessario l’inserimento di una risorsa esterna: data la generosità simile a quella di Madre Teresa Di Calcutta, il nostro coah Puc si è sempre reso disponibile a ricoprire ruoli diversi in base alle necessità. Una di queste, fondamentale per il buon andamento della settimana, è il calcetto del lunedì: proprio quello scorso, essendo in 9 unità, non era possibile organizzare un contesissimo “5 contro 5”. Ecco che come per magia il Puc , in maniera assolutamente volontaria, si immola per la causa e afferma: “Gioco io con la squadra dei vecchi!”. Al sentore di codesta frase la galaverna ed il gelo sono scesi sulla palestra e i sudori freddi hanno solcato la schiena della squadra dei vecchi, mentre tra i giovani si festeggiava stappando bottiglie di Krug magnum; ma come fare a dire di no … dunque il Puc si è schierato tra i pali della porta. Dopo i primi minuti di gioco il Puc si era già guadagnato (oltre che qualche anatema) la stima di tutti con qualche intervento goffo ma efficace … fino a quando il nostro schiacciatore Casacci si inventa un pallonetto di esterno destro da centro campo. Il pallone, con atavica lentezza, compie la sua traiettoria verso la porta; il Puc, correttamente piazzato, con uno sforzo immane emette un rantolo simile a quello di un ippopotamo morente e con estrema fatica riesce a mettere un pò di aria sotto ai piedi, compiendo un balzo di 1,7 millimetri; non contento del già ciclopico gesto atletico, il Puc ha ben pensato di bloccare la palla (cosa apparente semplice ai molti che ne stavano ammirando le gesta); questa però gli passa tra le mani e si insacca in fondo alla rete; risultato: goal, 1 a 0 per i giovani, palla al centro, grazie mille Puc!

Come detto spesso capita che quello che viene definito nell’ambiente il 6 contro 6 non si riesca a realizzare causa defezioni varie; la già più volte evidenziata infinita generosità del Puc lo porta, così, a schierarsi con i suoi giocatori per poter creare la situazione di gioco prevista. La conseguente drammatica situazione che tutti i giocatori sono costretti a subire rievoca l’immagine agreste di un landini testacalda che fa manovra fra gli stretti filari delle viti, ovvero di qualcuno che sa cosa deve fare e quando lo deve fare … il problema sta nel come lo fa! Nel momento in cui il Puc prende possesso della sua posizione in difesa, si ancora come un plinto di ghisa in quella zona, e come per incantesimo tutti i palloni vaganti, tutti quelli toccati dal muro, tutte le palle lente e quelle forti che passano dal muro arrivano nei pressi della sua zona di difesa; sembra una calamita in mezzo ai chiodi. L’azione ed il gesto della difesa ricordano quelle bambolone di una volta che, con il peso alla base, ciondolano e non si rovesciano mai: quando infatti arriva una palla da difendere il Puc inizia ad agitarsi, e, recitando tutte le oscenità conosciute sulla faccia della terra, roteando le braccia e caracollando il bacino si sacrifica nel maldestro esperimento di difendere quella palla; a volte rimane anche su una gamba sola nel tentativo di slanciarsi; spesso la palla gli finisce miseramente sul naso; risultato: 1 a 0 per gli altri, palla a loro, grazie mille Puc!

 I giocatori ricordano che una volta, per difendere un pallonetto (non sapendo ancora di chi potesse essere …), il Puc si è messo in mostra con un tuffo spettacolare, da manuale della pallavolo, le cui conseguenze ancora oggi risuonano all’interno della squadra e, soprattutto, nel bilancio del comune di S. Lazzaro, che ha dovuto stanziare eur 2.750,00 per il ripristino del parquet danneggiato; ciò nonostante il Puc si è alzato e ha dichiarato con foga ed autorità: “meglio un punto di sutura a me, che uno a referto loro!” Dopo questa affermazione, e dopo aver accettato da tutti strette di mano, il Puc si è ritirato e, esanime, è stato curato con un piatto di cappelletti al ragù ed una fiorentina da 1,6 Kg con le sue patate; risultato: 1 a 0 per gli altri, conto del ristorante eur 107,85, grazie mille Puc!